Manifesto delle Chiese Battiste Italiane
Il movimento battista conservatore
Il Battismo è uno dei movimenti cristiani spiritualmente più vitale e socialmente più influente del Protestantesimo, nato da un’intensa e radicale attività riformatrice attuata da gruppi di dissidenti sorti all’interno della Chiesa d’Inghilterra, i Puritani e i Separatisti nei primi anni del XVII secolo e diffusosi rapidamente. A distanza di 400 anni dalla nascita della prima chiesa battista avvenuta nel 1609/1610 ad Amsterdam ad opera di uomini coraggiosi e socialmente influenti come John Smyth (1570? – 1612) e Thomas Helwys (1550 – 1616), il movimento battista registra una larga presenza planetaria. In Italia la presenza battista risale al 1870. Nel 2004 nasce la chiesa Evangelica Battista Internazionale “Gesù libera”di tendenza conservatrice e nel 2007 nasce la Chiesa Cristiana Evangelica in Alatri sempre di tendenza battista conservatrice. Agli inizi del 2009 nasce un forum di discussione finalizzato a fissare i capisaldi della spiritualità battista con l’auspicio di formare una nuova associazione battista teologicamente conservatrice. Osservando attentamente il panorama evangelico italiano, balza subito all’occhio un carattere eterogeneo delle chiese diversificato teologicamente, sebbene esso sia compatto nell’adesione ai principi fondamentali della Riforma, formulati nel famoso slogan: “Sola Scrittura, Sola Grazia, Solo Cristo, Sola Fede, Solo a Dio la Gloria”. Si nota anche che le chiese evangeliche sono organizzate in associazione o gruppi di Chiese, che condividono la teologia e le strategie. Ciò non è indice di debolezza, ma di ricchezza. Infatti, è opportuno segnalare che il fenomeno religioso dell’Evangelismo italiano non è assolutamente esaurito e fossilizzato nelle attuali compagini ecclesiali. Osservando la vivacità della fede evangelica e dei movimenti che l’hanno incarnata, è cosa ragionevole pensare che altre nuove chiese e altri nuovi movimenti siano in procinto di nascere, perché si è consapevoli che il fenomeno cristiano evangelico trae slancio e vitalità nella rivendicazione della libertà evangelica che nell’autoritarismo, nella scoperta e riscoperta della fede che nello sterile e puro dottrinalismo, nella perenne autorità della Scrittura più che nelle elucubrazioni dotte e disfattiste di una parte del Cristianesimo moderno. Grazie a questa coscienza di scoperta e di riscoperta dell’Evangelo la nuova associazione battista prende forma. Essa teologicamente prende le distanze dal liberalismo, e dalle tendenze fondamentaliste estreme.

I° – Essi credono:

Che la Scrittura è la Parola di Dio scritta, divinamente rivelata, ispirata agli scrittori sacri, non in maniera meccanica, ma nel rispetto della loro umanità rinnovata dallo Spirito, esprimendo in tal modo la loro competenza linguistica, la loro formazione culturale, la loro sensibilità sociale, storica e religiosa del loro tempo. Ma la Scrittura rimane sempre la sola autorevole Parola dell’Eterno Signore. Per Scrittura Sacra, normativa per i credenti, si intende la Scrittura del Vecchio e Nuovo Testamento. Il Vecchio Testamento è inteso quello ebraico privo dei libri e aggiunte apocrifi.(2Tim. 3:16).

II° – Essi credono:

Che Dio ha creato ex nihilo, ossia dal nulla, ogni cosa creata, né questa si identifica con Dio ma è opera di Dio (Gen. 12). Tutto il creato è buono. Il male presente nel creato è determinato dal peccato primigenio dei progenitori dell’Umanità, Adamo ed Eva (Gen. 3). Essi credono che Dio è Uno. La Divinità di Dio è espressa nella triplice ipostasi o persone di Dio Padre Creatore, Dio Figlio Salvatore, di Dio Spirito Santo Consolatore (Deut. 6:4, 2Cor. 13:13; Mt 16:17; Mt 28:20). Essi credono che Dio è il Signore della Storia umana. Egli in tutti è sopra tutti gli avvenimenti umani senza che la libertà e responsabilità dell’uomo siano intaccate, essendo consapevoli che la presenza del male nella storia umana è il risultato del peccato dell’uomo (Mc 1:5; Gal. 4:4; Mc 13:20; Dan. 1:12; Isaia 44:28; Esodo 10:12).

III° – Essi credono:

che l’uomo nella relazione con Dio è totalmente privo d’amore. E’ totalmente incapace di fare il bene a causa della sua originaria ribellione contro Dio, sebbene egli persegua nobilmente gli ideali di libertà, di giustizia, di pace, di amore e di uguaglianza nelle relazioni umane e nelle strutture sociali. In ciò è visibile l’essere una creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio (Gen. 3:1-17; Gen.1:26; Rom. 10:24; Eccl.7:20; Salmo 14:13).

IV° – Essi credono:

Che Dio dona con tenera benevolenza la salvezza e la vita eterna a tutti gli uomini attraverso la fede nell’Unigenito Figlio, Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, “il quale fu crocifisso per i nostri peccati e fu risuscitato per la nostra giustificazione”. Egli costituisce l’unico vero e assoluto fondamento del perdono di Dio e della Riconciliazione con Lui (Ef. 2:8-10; Rom. 3:23-26; Rom 6:4:11; Rom. 4:24-25). L’uomo sarà dannato non per decreto imperscrutabile di Dio, ma a causa della sua malvagità. Ma la sua salvezza è esclusivamente dono e opera di Dio, affinché alcun uomo possa trarre gloria (Ef.2:810).

V° – Essi credono:

Che lo Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio, continua l’opera redentrice di Gesù Cristo, che dopo essere stato risuscitato, è asceso al Cielo e siede alla Destra di Dio. Lo Spirito Santo rivela all’uomo l’orrore del suo peccato e dei suoi peccati che lo abbrutiscono, conducendolo al pentimento e alla fede in Gesù cristo, rendendolo pienamente libero e capace di buone opere (Gal. 4:46; Rom. 8:14-15; Atti 1:8; Atti 2: 32-33; Atti 2:37-38; Gal.5: 17-25; Giov. 8:31-36).

VI° – Essi credono:

che la Chiesa di Cristo, Una, Santa, Cattolica, Apostolica, è invisibile e spirituale comprendente tutti i veri credenti. Essi credono che i credenti siano chiamati a vivere solennemente la comunione con Dio e la comunione tra loro nelle chiese create dallo Spirito Santo in un tempo in luogo determinato per ascoltare e lodare il Signore, per promuovere la comunione e la crescita spirituale e annunciare l’evangelo per la salvezza degli uomini. Queste chiese, sotto la guida delle Sacre Scritture e dello Spirito Santo, Creatore e Guida delle chiese, e in comunione tra loro stabiliscono autonomamente la loro organizzazione, la loro affermazione di fede e forma di culto,nominando i loro propri ministri e collaborano alla diffusione dell’Evangelo nel mondo. Essi credono che la comunità di Gesù Cristo riceva i doni spirituali che servono all’edificazione del corpo di Cristo e che tutti i credenti sono chiamati ad essere Sacerdoti del Signore (1Cor. 1:12; Matteo: 18:16; 1Tim. 3:1-13; Tito 1: 19; 1Cor. 12:27-31;Ef.4:1116; Rom.12:48; 1Pietro 2:45).

VII° – Essi credono:

Che chiunque risponde con la fede alla chiamata del Signore annunciata della proclamazione dell’Evangelo, convertendosi al Signore, riceve il perdono e la vita eterna. La conversione dell’uomo a Gesù Cristo è resa pubblica alla presenza di Dio e della Chiesa nel battesimo. Il rito battesimale, istituito da Gesù Cristo è amministrato dalla Chiesa per immersione ed il segno visibile del ravvedimento del credente dai propri peccati e dall’accettazione della Signoria di Gesù Cristo sulla sua intera esistenza. Tale battesimo è amministrato a tutte quelle persone nate di nuovo che responsabilmente lo richiedono consapevoli del fatto che esso comporta una vita spiritualmente ed eticamente impegnata alla sequela di Cristo. Nel battesimo il credente è inserito nella comunione della chiesa (Atti 8:36-38; Matteo 28: 18-20; Rom. 6: 34; 1Pietro 3:21; Col. 2:12; Tito 3:5).

VIII° – Essi credono:

Che la Cena del Signore è il segno del dono che Gesù Cristo ha fatto di se stesso ai suoi discepoli, offrendolo a Dio come sacrificio espiatorio per i peccati di tutti gli uomini. Tutti i credenti che hanno pubblicamente manifestato la propria fede in Cristo attraverso la professione della propria personale salvezza per sola grazia dopo evidente ravvedimento, e che manifestano una condotta di vita manifestamente non inadempiente ai doveri del discepolo e della discepola del Redentore, sono ammessi alla Santa Cena. In essa, con coscienza netta, ricorderanno la morte vicaria del Cristo, testimoniando la comunione e la rinnovata riconciliazione con Dio e con tutti i fratelli e sorelle e rinnovando incessantemente l’impegno a vivere una vita nuova in Cristo (1Cor.11:23-29; Atti 2: 42:47; Matteo 26:28; Luca 22:16-20).

IX° – Essi credono:

Che la cura pastorale è affidata a tutta la comunità, sebbene vi sia in essa la presenza di fratelli a cui è stato affidato da Dio, e riconosciuto dalla comunità, il ministerio pastorale. Il fine della cura pastorale è l’insegnamento e l’edificazione di tutti i membri di chiese, affinché essi conducano una vita di discepolato alla sequela di Cristo (Gal.6:12; Fil. 2:2-11; Giacomo 5:19-20; Ef.4:11-16).

X° – Essi credono:

Che la chiesa abbia la responsabilità spirituale di esercitare la disciplina, quando si verifica un’offesa consapevole e deliberata o un peccato contro gli insegnamenti divini e persista in tale comportamento: la comunità lo escluderà dalla comunione ecclesiale, se lo sforzo dei ministri della comunità e dei fratelli e delle sorelle che si sono adoperati per riportarlo a Cristo e alla sua chiesa risultassero vani. Essa lo farà con dolore e nella speranza che il credente disciplinato ristabilirà la comunione con Dio e con la chiesa. (Mt.18:1518; 1Cor. 5:113).

XI° – Essi credono:

Nell’unità dei credenti appartenenti a Chiese distinte l’una dall’altra. Sebbene il cristiano abbia il dovere spirituale di realizzare la comunione e l’unità della chiesa nell’assemblea locale, egli si impegna a mantenere la comunione e l’unità dei credenti appartenenti a tutte le chiese e a lottare per l’abbattimento delle barriere denominazionali che ostacolano la comunione visibile di tutti i credenti (1Cor.12:1-27; Ef. 4:15; Gal. 2: Atti 15).

XII° – Essi credono:

Nell’avvento finale del Regno di Dio, che è la perfetta società umana sotto l’esclusiva autorità di Dio, nella gloriosa apparizione del loro Dio e Signore Gesù Cristo, nella risurrezione dei morti, nel giudizio finale, che darà luogo alla punizione eterna e alla vita eterna e nella nuova creazione, dove la morte e il dolore, l’ingiustizia e il peccato e ogni forma di empietà non esisterà più, ma vi sarà gioia, amore, pace, giustizia e adorazione eterna di Dio (Ap. 21; Ap.22; Giov. 14:2; 1Cro. 15).

I Cristiani Battisti Conservatori affermano che il loro impegno è finalizzato ad una testimonianza evangelica che vuole fortemente far risaltare i seguenti insegnamenti cristiani:

1) La Salvezza per Grazia a Caro Prezzo

Essa è obbedienza senza condizione. Come Gesù ha dato tutto se stesso per la salvezza del credente, così il Cristiano è chiamato a voler dare tutto se stesso (Non abbiamo volutamente usare il verbo dovere, che implica costrizione, obbligo, legalismo) come segno di gratitudine e come conseguenza della libertà in Cristo. Una pura adesione alla dottrina cristiana, una generale conoscenza religiosa intellettuale della Grazia non è di per sé obbedienza a Cristo: è un Cristianesimo senza Cristo, una conoscenza senza obbedienza. La via che conduce alla fede passa attraverso l’obbedienza del discepolo in virtù della chiamata a seguire Gesù.

2) La Sequela di Cristo

Seguire incondizionatamente Cristo è l’imperativo evangelico. Gesù lo ha affermato chiaramente: “ Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.” (Mc. 8:34). La condizione per seguire Gesù è sequela senza condizione. Significa rinunciare alla propria autonomia da Dio, ma significa consegnarsi totalmente e fiduciosamente a Gesù. Rinnegare se stessi significa paradossalmente riappropriarsi della propria vera umanità suggellata dal sacrificio di Cristo. Significa anche appropriarsi di quella personale dose di sofferenza per il semplice fatto di essere seguaci di Cristo. Mettersi al seguito di Gesù significa essere un Uomo Libero.

3) La Libertà in Cristo

Gesù afferma autorevolmente: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.( Giov. 8:31-32) Paolo, che è il più grande interprete dell’insegnamento di Gesù riprende il concetto della sequela e della libertà con una differente forma espressiva senza che il contenuto fosse invariato: “Camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto ai desideri della carne…“ (Gal. 5:16ss.). Il camminare nello Spirito è espressione della libertà del cristiano, libertà dal peccato, dai peccati, dalla legge, dalla malattia,dalla morte. Ma la libertà in Cristo non è anarchia, ma vivere l’amore di Dio nel servizio verso il prossimo, non è antinomismo, ma è libero esercizio e libero adempimento della legge divina,degli imperativi etici del Signore. Esseri liberi in cristo significa essere schiavi di Cristo, perché grazie a questa piacevole schiavitù che il credente è libero dal peccato, dalla malattia, dalla morte e libertà dalle rigide leggi naturali di nascita, crescita e morte, perché è inserito nella libera Società di Dio per mezzo del sacrificio d’amore di Cristo, di cui il Cristiano aspetta fiduciosamente la sua definitiva realizzazione. Il cristiano esperimenta e vive la libertà qui ed ora.

4) La Testimonianza d’Amore

Il Cristiano è immerso nella società in cui vive ed è libero di adempiere al suo dovere di cittadino. Ogni Cristiano vivrà la sua testimonianza di essere discepolo di Gesù con responsabilità e con grande rigore etico. Parteciperà con passione alla vita sociale, politica, culturale ed economica del suo paese. Lotterà contro ogni forma di prevaricazione e di sopruso che ledono la dignità umana e gli elementari diritti della convivenza civile. Pregherà per i governanti perché essi siano servi del Signore per affermare la giustizia, punire chi viola le leggi, e difendere coloro che li rispettano. Il Cristiano è amante della libertà di coscienza in materia di religione. Ogni uomo ha il diritto di esprimere la propria fede, essendo soltanto lui responsabile di fronte a Dio di ciò che lui ha creduto. Nessuna norma emanata da un potere civile, politico, militare od ecclesiastico può limitare la sua libertà in materia di fede o di culto. Le Autorità costituite tutte sono chiamate ad emanare norme che permettono l’ ordinato e composto esercizio paritario della propria fede rispetto a tutti gli altri cittadini, lottando con evangelica fermezza perché nessun culto o fede venga privilegiata in fatto ed in diritto rispetto ad altre od altri . Oltre il dovere di cittadino il Cristiano ha il diritto naturale di proclamare l’Evangelo. Lo Stato non risponderà a Dio per le scelte personali dei suoi cittadini in fatto di religione. Quindi, lo Stato è chiamato a emanare leggi che permettono l’esercizio paritario della propria fede senza che vi sia una particolare fede privilegiata rispetto alle altre. Oltre il dovere di cittadino il Cristiano ha la libertà di annunciare l’Evangelo.

5) Il Grande Mandato; Liberi di Condividere l’Evangelo della libertà con i Nostri Compagni d’Umanità

Il Signore ha ordinato al Cristiano di andare e di ammaestrare tutti i popoli: “… Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. (Mt. 28:19-20). Il Cristiano è un uomo libero inserito nel mondo sociale in cui vive. Egli è sale della terra e luce del mondo. A lui è stato affidato uno dei più delicati compiti ricevuti dal Signore: annunciare con autorità e con coraggio l’Evangelo che libera, “poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”.(Rom.1:16) I Cristiani Battisti Conservatori non verranno meno a questo impegno, anzi sarà loro cura di adottare tutte le risorse a loro disposizione(umane, economiche, culturali, editoriali), e tutte le strategie, perché esse siano efficacemente utili nella proclamazione di Gesù, l’Evangelo di Dio. Ogni loro compagno di umanità che crederà è invitato a condividere la sua fede nella comunità locale, la quale è chiamata ad esprimere la libertà della comunione fraterna.

6) La Chiesa: Comunità di Uomini e Donne liberi di Amare

I Cristiani Battisti Conservatori affermano che la Chiesa è la comunione di uomini e donne che hanno risposto volontariamente e responsabilmente alla chiamata del Signore e suggellata dal battesimo per immersione, che è segno visibile della Grazia invisibile. La Chiesa è il miracolo divino della condivisione dell’Evangelo di Dio tra coloro che sono stati liberati, affratellati ed asserviti l’uno all’altro dal vincolo dell’Amore. Essi sono solleciti ad ascoltare l’insegnamento apostolico, a vivere l’unione fraterna attraverso la celebrazione della Santa Cena, la preghiera e la condivisione dei beni con letizia e semplicità di cuore. (Atti 2:42-48). In tale comunità non ha il diritto di cittadinanza una fede legalistica e farisaica. Non c’è posto per chi vuole tiranneggiare, per chi dice e non fa, per chi specula attorno a Dio, ma non vive Cristo, per chi dice di credere ma non opera. e’ eloquente l’insegnamento di Giacomo: “ Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede; se non ha le opere, è morta in se stessa….Infatti come il corpo senza lo spirito è morto così anche la fede senza le opere è morta” ( Giacomo 2: 14-17,26). I Cristiani Battisti Conservatori hanno un compito molto delicato da adempiere: Amare. Amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze, e amare il prossimo come loro stessi. Come Cristiani Battisti vogliamo appropriarci del vivo desiderio di molti Evangelici (ma diremmo anche: di molti cristiani appartenenti a tutte le confessioni) di vedere realizzato, vivendolo intensamente, un profondo rinnovamento spirituale nelle chiese. Adesso più di prima c’è una forte presa di coscienza del malessere diffuso nelle chiese da parte di molti credenti e di una forte voglia di riscatto. ci si interroga in che modo è possibile riscoprire la gioia della vita libera in Cristo. Un risveglio è possibile e realizzabile se all’azione autorevole, silenziosa, prodigiosa, prorompente dello Spirito Santo vi sia la risposta del credente, una risposta basata dal ravvedimento, pentimento e obbedienza. Ravvedimento da che cosa? Dalla cattolicizzazione delle chiese evangeliche, ossia dalla loro secolarizzazione, dal devastante formalismo religioso in cui sono piombate; dalla tacita e graduale costituzione di un “corpo clericale” che tiranneggia sui credenti, ridimensionando il senso democratico delle chiese, e dall’odioso lassismo morale che banalizza la drammatica esperienza del peccato e la serietà del pentimento e della vita libera in Cristo. Ravvedimento e pentimento da che cosa? Dal legalismo delle chiese, che inventano cavilli legali e divieti che, messi insieme all’arido dottrinalismo, hanno attribuito ad essi un potere salvifico al pari se non superiore al sacrificio espiatorio di Gesù Cristo. Ai Comandamenti fondamentali dati dal Signore vengono aggiunti e imposti ai credenti divieti che il Signore non mai imposto nelle pratiche rituali e cultuali, nelle relazioni sociali, nel costume e nell’impegno civile e culturale. I battisti Conservatori auspicano che lo Spirito Santo adombri le chiese e soffi in modo tale che scuota il credente e svegliarlo dal suo torpore richiamandolo alle sue responsabilità di cristiano che è stato chiamato alla sequela di Cristo.

I Cristiani Battisti Conservatori sono fortemente desiderosi di far propria la sfida a cui pone loro lo Spirito di Dio di essere una Chiesa che prega, una Chiesa che ama, una Chiesa che dà, una Chiesa che và.